Il territorio gioiese è dominato dai resti del castello medioevale e del suo borgo, edificati dai Normanni intorno all'anno mille. Il bellissimo castello di Gioia Sannitica narra una vicenda davvero curiosa e intrigante, ma procediamo con ordine. In seguito il maniero fu ristrutturato grazie all’intervento degli Svevi e degli Angioini, i quali rafforzarono la cortina verso l’esterno, e crearono una nuova porta d’accesso con archi gotici. Malauguratamente, nel 1394 un violento terremoto provocò gravissimi danni alla struttura, danneggiando in maniera permanente la fiera torre principale. Intorno al XV secolo il borgo si spopolò, proprio a causa dell'opera del sisma. Non solo. Un’epidemia di peste sconvolse letteralmente la povera gente del luogo, prostrandola ulteriormente. Nel 1500, il castello fu definitivamente abbandonato.
All’epoca era nelle mani di un cavaliere spagnolo, noto col nome di Ugo Villalumo. L’uomo ricevette il castello da Re Carlo V come ricompensa del valore dimostrato nella battaglia di Pavia. La storia comincia proprio nell’istante in cui Ugo incontrò la bellissima Erbanina. La giovane donna, dall’aspetto di una maliarda sirena, riuscì ad incantare l’irreprensibile eroe della corte di Re Carlo. Non fu però solo il fascinoso aspetto che fece innamorare Ugo. La ragazza era una janara, una strega, esperta di pozioni magiche e capace di creare
incantesimi di ogni sorta. Erbanina ogni notte percorreva volando il borgo di Gioia Sannitica, spaventando gli abitanti e rendendo inquieto il loro sonno. Per farlo, abitualmente usava ungersi con grasso di cadavere, poiché questo le permetteva di volare e di raggiungere il luogo dove si teneva il Sabba. Il cavaliere Ugo iniziò a nutrire sospetti sulla reale natura della sua sposa, che spesso era oggetto delle chiacchiere del paese.
Preso da mille dubbi, Ugo decise di agire per salvare la sua anima dalle grinfie della temibile janara. La leggenda contempla due diversi finali noti, ed entrambi davvero peculiari. Secondo alcuni, l’uomo sostituì il grasso di cadavere con la sugna, impedendo alla strega Erbanina di volare per unirsi alla tetra cerimonia. Non potendo volare, la creatura esperta di arti magiche cadde dalla torre e morì. Secondo altri, Ugo invocò l’aiuto di San Michele, che gettò personalmente Erbanina dalla torre del castello, uccidendola. L’urlo straziato della strega si sentì per qualche tempo, per poi perdersi nella leggenda. Si dice infatti che il monte Erbano, nei pressi della città, derivi proprio dal nome dell’incantevole ma spietata strega.